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BIO SINTETICA
Paola Risoli, nata a Milano 1969, vive e lavora tra Torino e Ivrea.

Laureata in Storia e critica del cinema con G. Rondolino (tesi sull'opera di Michelangelo Antonioni), si muove tra scultura, fotografia e video. Parte da materiali poveri e di recupero: barili di petrolio, vecchie latte, taniche etc. per costruirvi dentro - con scarti e luci - interni vissuti e simbolici. Quindi li fotografa, li riprende con webcam, ne proietta, in grandi dimensioni, inquadrature in movimento, in un ideale ritorno alla scrittura cinematografica. Nei progetti più recenti, multimediali, acquisiscono sempre maggior peso fotografia e video, e la componente scultorea muove verso la ricerca installativa.

Tiene le prime personali negli anni '90, alla galleria Noire (1993) e alla galleria Alberto Peola (1996) di Torino. Nel 1994 partecipa ad Art Basel e ad Artissima. Tra le principali personali degli anni 2000 ricordiamo EsternInterni galleria Peccolo, Livorno (2005), Inside galleria Maria Cilena, Milano (2006), Fotogrammi special project (2007) e Bidonville (2010) Gagliardi Art System, Torino; Interiora, Galleria Shazar, Sant'Agata De' Goti (2009), Contenuti speciali, Premio ArtTeknè a cura di Gian Luca Marziani, Potenza (2011). Nel 2014 il MAMAC, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Nizza, presenta SITEMOTION, un'ampia personale curata da Gilbert Perlein e Laura Pippi-Détrey con lavori dedicati al cinema, in omaggio all'opera di Wim Wenders, Jean Luc Godard, Alain Resnais, Pedro Alkmodovar, Shirin Neshat. In corso (novembre 2019 - gennaio 2020) la personale ATTO ORIGINALE, Shazar gallery, Napoli.

Giugno 2020 il cortometraggio LIFELIE, parte di un progetto articolato tra video,fotografia, scrittura ottiene i premi MIGLIOR REGIA, MIGLIOR FOTOGRAFIA, MIGLIOR MONTAGGIO al XIII° TSN_Festival, Festival Internazionale del film corto, SEZIONE DOCUMENTARI diretta da Mimmo Calopresti, Presidente di giuria Flavia Perina.

Tra le collettive ricordiamo Un cuore per amico a cura di Demetrio Paparoni, Palazzo della Triennale Milano (1995). L'anno successivo partecipa a Nuovi arrivi a cura di Tiziana Conti, Riccardo Passoni, Ivana Mulatero, Galleria San Filippo, Torino, Per grazia ricevuta, galleria Ciocca Milano, Contenitorio a cura di Samuele Mazza, Palazzo della Triennale Milano, Le stanze delle meraviglie, a cura di Marisa Vescovo, Palazzo Cuttica, Alessandria. Negli anni 2000 espone tra le altre ad ArTour-0 Shangai Art fair, Shangai (2007), Berliner Liste Fair for Contemporary Art, Berlino (2011), BAM Piemonte project 5, Imbiancheria del Vairo a cura di Edoardo di Mauro (2012), Scope Basel, Basilea (2012). Nel 2013 Gilbert Perlein, direttore del MAMAC, la invita a realizzare uno specifico progetto multimediale per la collettiva Bonjour Monsieur Matisse. Nel 2014 partecipa a Una solitudine troppo rumorosa, a cura di Angela Madesani, Nuova Galleria Morone Milano, nel 2015 a Imago Mundi Praestigium Italia II Collezione Luciano Benetton, a cura di Luca Beatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino e Fondazione Giorgio Cini Venezia. Nel maggio 2019 il lavoro P101: Art, omaggio ad Adriano Olivetti è l'opera-premio della sesta edizione del Premio Cultura+Impresa, promosso da Federculture.

Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui la GAM, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Alla ricerca personale affianca laboratori artistici terapeutici con donne vittime di violenza, persone con disagio legato a dipendenza da alcol, tossicodipendenza, malattia mentale, con esse realizza opere collettive pensate per spazi pubblici.