Paola Risoli curriculum vitae | credits | contatti
home  |   lavori recenti  |   bidonville  |   interiors  |   fotografie  |   other works  |   social works  |   allestimenti  |   interventi critici  |   scritti  |   video
Interventi Critici
PAOLA RISOLI

Chi scrive ha sempre guardato con occhio il più possibile attento l'evoluzione fenomenologica delle arti, arrivando alla convinzione che il progresso della tecnologia gioca da sempre un ruolo centrale in quello che è l'adeguarsi del linguaggio a nuove impostazioni formali. Così come la modernità venne contrassegnata in origine dall'elaborazione della prospettiva come metodo di inquadramento spaziale, dove l'opera veniva delimitata nel recinto bidimensionale della tela, all'interno della quale l'artista dava sfogo alla sua inventiva in relazione al rapporto intercorrente tra figura ed ambiente circostante, che troverà piena applicazione con la visione aeriforme ed il gioco di luci ed ombre tipico dell'arte barocca, di pari la contemporaneità non può essere interpretabile od addirittura concepibile senza tenere presente la rivoluzione scatenata dall'avvento delle tecnologie fondate sull'elettromagnetismo.
Dopo l'ultima grande invenzione moderna, la fotografia, che libera l'artista dall'onere di essere l'unico possibile riproduttore della realtà, dando il via alla fase dell'espressionismo e dell'astrazione, la stagione della contemporaneità tende all'ambizione di far fuoriuscire l'arte dal suo classico confine, fosse esso lo spazio pittorico, od il classico monumentalismo, per invadere lo spazio circostante, esaltando il procedimento mentale e scapito di quello manuale, con l'arte vista come evento cerebrale ed immateriale e l'artista come lo sciamano in grado di "virgolettare" artisticamente l'universo mondo.
La non rinviabile necessità di violare tutti i dogmi e tutti i tabù, che troverà il suo culmine con la stagione del Concettuale degli anni '60 e '70, dove si arriverà al "grado zero" dell'espressione artistica e dove la manualità, e quindi la pittura, verranno messe ignominiosamente al bando, porterà ad una fase successiva di grande libertà formale dove questi valori, affiancati da altri, torneranno decisamente in auge. Questi primi anni del nuovo secolo, esauritisi fortunatamente gli eccessi di disordine teorico e produttivo degli anni '90, fase decadente del primo ciclo del post moderno, stanno permettendo, nell'ambito di una scena sempre estremamente affollata di sollecitazioni visive, ed è ormai inevitabile sia cosi, ma più fluida e contrassegnata, specie da parte dei giovani artisti, da un maggiore tasso di umiltà e rigore progettuale, momenti di importante verifica ed aggiornamento di fasi importanti dell'arte degli ultimi decenni del Novecento, sia rispetto ai flussi generazionali che alle singole personalità, di cui ora si può verificare con calma il progetto e l'attualità dello stile.
L'eclettismo stilistico che, come ho ripetutamente affermato, è vigente nella scena italiana ed internazionale a partire dalla seconda metà degli anni '80, dopo l'entusiasmo a volte enfatico degli esordi, denso però di promesse di futura evoluzione e maturazione delle proposte, e l'irrisolutezza autoreferenziale degli anni '90 dove, particolarmente in Italia, gli autori dotati di una maggior carica di estrosa originalità, e non ne sono mancati, hanno subito un tentativo di oscuramento ed emarginazione, questi primi anni del nuovo millennio, pur in presenza di un sistema ancora caotico e fin troppo affollato, anche se la moltiplicazione dell'offerta e della proposta non rappresenta di per sé un fattore negativo, denunciano, stilisticamente parlando, un clima di maggiore interesse.
Ho avuto modo di parlare di recente di "nuova contemporaneità" per siglare l'attuale condizione, dove pare che la ormai ventennale volontà di formulare i postulati di una nuova estetica, che sommi la rilettura citazionista delle esperienze del Novecento ad un rapporto consapevole e disinibito con le nuove tecnologie ed il clima complessivo della società post industriale, stia trovando iniziale e non più rinviabile compimento. Il lavoro di Paola Risoli riesce nella non facile impresa di sintetizzare armonicamente, ad onta della apparente e quasi radicale difformità della soluzioni formali proposte, la sostanziale ambivalenza presente nella scena artistica attuale.
L'artista piemontese vanta , nonostante la giovane età, un curriculum ricco di importanti partecipazioni in eventi pubblici e privati e, dopo una breve pausa di riflessione, il suo progetto artistico sta tornando prepotentemente alla ribalta. In questa importante personale presso la galleria Peccolo a Livorno, luogo carico di storia e punto di riferimento, nella città toscana, per le avanguardie del secondo Novecento fino alle proposte più recenti, la Risoli presenta al pubblico entrambe le sue linee di ricerca, riassunte dal significativo titolo " Esterni / Interni". Da un lato, quindi, gli interventi tra il figurativo e l'oggettuale con cui si è fatta conoscere ed apprezzare fin dai primi anni '90.
Si tratta di suggestive rappresentazioni di interni, allestite prevalentemente dentro contenitori quali, ad esempio, valigie o monitor televisivi, dove l'artista, con grande fantasia, spirito scenico ed un tocco di opportuna ironia, raffigura, con l'ausilio di materiali vari di recupero, oggetti, carte ed il conforto "primario" dell'intervento manuale pittorico, interni d'appartamento, locali notturni ed altre ambientazioni in scala ridotta come potrebbe essere quella di una confezione "fai da te" di oggettistica per l'infanzia. Si tratta di veri e propri "luoghi dell'anima", scenari che rappresentano simbolicamente l'interiorità dell'artista. Costruzioni della mente che potrebbero sembrare ideali set cinematografici, dove le inquadrature si soffermano su frammenti di vita densi di febbrile creatività, di spirito nomade, irrequieto e "bohemien". Questi lavori apparentano Paola Risoli a quello che è stato a parer mio l'ambito di ricerca più significativo dell'Italia degli anni'90, attualissimo e giustamente rivalutato ai giorni nostri, definito come "concettualismo ironico". Si tratta di un nucleo di artisti solo occasionalmente e prevalentemente all'estero apparentato da logiche di gruppo, caratterizzato da opere connotate da un estroso eclettismo, con ampio spazio concesso alla decorazione ed alla pittura, formulate con modalità analitiche e concettuali, oppure come supporto di "primarietà " ad un ampio repertorio "secondario" oggettuale. Non a caso uno dei più significativi autori ascrivibili alle modalità prima citate, Corrado Bonomi, è stato recentemente protagonista di una personale presso la galleria Peccolo. Ma l'arte di Paola Risoli presenta un rovescio della medaglia, speculare al primo, quello degli "interni". Si tratta degli "esterni" rappresentati con il tramite di una pittura figurativa, ma nitida ed essenziale, volumetrica al punto da far assumere alle composizioni la nitidezza dell'iconografia metafisica, a sua volta ispirata dalla "premodernità" del primo Quattrocento. Sono per lo più paesaggi campestri, dall'impianto fortemente italiano quanto a connotazione ambientale, che esprimono un senso di quiete, al contrario delle scenografie d'interno, evocanti invece il movimento e la quotidianità. Immagini, quelle pittoriche, giocate sull'armonico dualismo tra le tonalità prevalenti del nero e del verde, evocanti il realismo magico, ad esempio, di un Carrà, filtrato attraverso la pop art inglese e le tecnologie digitali, fino ad assumere un rilievo di piena attualità. La Risoli somma i due stati d'animo prevalenti nell'attuale scena artistica, da un lato l'adesione ed il confronto con il reale, dall'altro il distacco nella quiete del simbolo e dell'allegoria. Sempre mediati, come ho scritto nella presentazione alla rassegna, dedicata alla nuova pittura, intitolata "La contemporaneità evocata", dove Paola Risoli è, non a caso, presente, da un atteggiamento evocativo di suggestioni che furono un tempo intense e nel "qui ed ora" si ripropongono come sfocate dalla consapevolezza e dal disincanto.

Edoardo Di Mauro, aprile 2005
(catalogo EsternInterni galleria Peccolo Livorno)
Back