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Interventi Critici
L'opera

Nella stanza di Paola Risoli tra emozioni e odori

A suo modo Paola Risoli, con i suoi "interni" tridimensionali con oggetti identificabili, racchiusi in una valigia in cartone, Ŕ una concettuale assai piacevole, con tendenze microscenografiche che giocano ogni volta sull'intimistico esistenziale.
Con il lavoro del 2004 "Commiato case", siamo in pieno teatro, senza personaggi in scena, ma si avverte il loro odore, quello di chi si Ŕ appena svegliato, ha fatto colazione ed Ŕ uscito lasciando il letto disfatto. Sia chiaro che si parla anche di colore, ma prevale nel lavoro, a livello ottico, una scenografia microscopica, luminosa, realista: le lampadine accese giocano un ulteriore momento maniacale, che porta alla ribalta oggetti di perfetto artigianato, quello "miniaturista"(...). Tutto Ŕ ambientato in una monocamera che grida povertÓ, miseria, solitudine. Non Ŕ la stanza di Alice ma quella di Cenerentola. La valigia contenitore, con una sola funzionale parete trasparente - tanto di manico e serrature - invita a guardare, ma non ha toccare. Gli oggetti tangibili, microscopici, sono infatti a veloce portata di mano.
Questo lavoro pare un set cinematografico. Non dimentichiamo che l'artista si Ŕ laureata in Storia e critica del cinema. Riesce a ricreare la carica emotiva di un certo luogo, ne racconta la storia, allude e situazioni, ricostruendo con minuzia certosina il reale, con un forte grado di intensitÓ.

Paolo Levi, 28 gennaio 2006.
(La Repubblica)
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