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Interventi Critici
Paesaggi. Paola Risoli, i giovani artisti hanno nuovi orizzonti

A viaggiare oggi per le mostre dedicate agli artisti emergenti, in ambito nazionale, capita di fare degli incontri che rivelano come vi sia tra i giovani, insieme ad una vitalità ed a un fermento quanto mai forieri di notizie favorevoli ad un futuro florido, l'ennesima replica del ritorno al gusto ed all'esercizio della figurazione. Soprattutto la pittura di paesaggio, che già con Pusole, Guaitamacchi, Montesano e Frangi aveva ripreso energia, recupera interesse ed estimatori, e tornano alle pareti i "quadri", negli ultimi tempi trascurati a favore delle "installazioni" e di stanche repliche di "ready-made" soffocate dalla ricerca spasmodica di accattivarsi il pubblico con sciocche provocazioni, avventatamente supposte inedite.
Due le attuali rassegne particolarmente interessanti: a Mantova, al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Gazoldo degli Ippoliti, è in corso fino al 19 novembre la quinta Biennale Postumia Giovani, dal suggestivo titolo "Camerae Pictae"; a Verbania si inaugurerà il 21 ottobre, e fino al 21 novembre, alla Chiesa di San Fermo di Villa Giulia, la Biennale d'Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte, a cura di Edoardo Di Mauro.
Presente ad ambedue gli appuntamenti, nell'attesa della mostra personale di metà novembre a Milano, nelle sale della Cilena Gallery un'artista ancora giovane che esordì nelle gallerie torinesi di Noire (1992) e Peola (1996), e di valide credenziali, di cui scrivo questa settimana sia per le sue indubbie qualità, sia perché incarna le tendenze in cui si muove oggi l'arte contemporanea: il ritorno alla "pittura" ed il recupero della figurazione. Paola Risoli è nata a Milano nel 1969. Ha frequentato l'Università di Torino dove si è laureata con una tesi dal titolo "Cinema, pittura e fotografia nell'opera di Michelangelo Antonioni. Inizia ad esporre nel 1993, dal '94 è presente ad Artissima ed all'importante rassegna annuale di Basilea. Un suo "Interno con quercia" fa parte della Collezione Permanente della Gam, e la "Valigia di Millibar" della raccolta del Palazzo della Triennale di Milano.

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Le opere che l'hanno portata alla ribalta sono piccole scenografie, rifacimenti di ambienti autentici in cui racconta a mo' di evocazione le sensazioni provate in particolari momenti di vita quotidiana, di occasioni di viaggio, di pellegrinaggi in luoghi fantastici mitizzati da un romanzo o da un film. È interessante la duplice lettura di questi modellini realizzati con una tecnica allo stesso tempo imbibita di semplicità (apparente) e di mirabile invenzione. Che siano una stanza d'artista o una cucina in disordine, un bistrot parigino o un night a Londra, le sue ricostruzioni, spesso immerse in atmosfere sognanti dove mancano sempre le figure. Ed i protagonisti di questi luoghi deserti allora diventiamo noi, voyeurs esordienti o incalliti che sfoghiamo le nostre curiosità morbose nella paziente indagine dei particolari che una manualità virtuosa ha ricreato: lo sgabello con la gabbietta dello champagne, i mobili con le scatolette delle medicine, le pareti col cartone rivestito di stagnola, le suppellettili con fil di ferro e ritagli di plastica. e così via, clips attorcigliate ad arte, tubicini e fili elettrici colorati, frammenti di vetro e di giornale e colla e pellicole adesive in quantità, e poi gesso e cartapesta. Anche se ciò che tiene insieme tutta quest'accozzaglia di elementi eterogenei non è un mastice usuale, bensì il collante universale per eccellenza: la luce.
Ecco la chiave per entrare davvero nella reale dimensione di queste scatole magiche. La luce. L'elemento primario per la realizzazione della fotografia - che in questi anni sia stata la fotografia il linguaggio più usato dagli artisti per "raccontare, e, insieme, il film ed il video, che soltanto attraverso la luce possono esprimersi è la conferma logica dell'attualità del linguaggio di Paola Risoli - è in effetti lo stesso che ispira e conclude questi lavori tridimensionali. Non solo. Le aperture che ci permettono di accedervi con lo sguardo, e di completare l'opera dell'artista con la presenza attiva come spettatori, sono equiparabili all'obiettivo di una foto-camera che, nell'azione dello scatto che imprigiona l'immagine, diventa artefice della costruzione che definisce un universo.
La luce si trasforma in suggestione, crea la memoria, sedimenta il rapporto tra realtà significante e ipotetico (affatto personale, privato e volubile) intendimento. È un'azione che mi fa venire in mente l'analoga ed inconsciamente parallela ricerca di ricupero di significati, nella ricostruzione di realtà illusorie e virtuali, che Cindy Sherman ha fatto con i suoi "Untitled film stills", ricostruendo i fotogrammi di vecchie pellicole e facendo credere allo spettatore di rivivere stati d'animo già conosciuti, comunicandogli tensioni emotive immediate. Potrebbe, semplicisticamente, interpretarsi come la rivincita dei valori del sentimento della nostalgia, addirittura il riacquisto della nicchia protettrice dell'infanzia, del grembo materno.

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Ma Paola Risoli è anche pittore, ed i suoi quadri aiutano a capire che l'emozione non è mai univoca nel rapporto artista-pubblico, rendendoci conto di quello che l'immaginario abitatore dei suoi "interiors" scorge guardando fuori dalle finestre, attraverso lo stesso obiettivo che ci ha consentito di entrare nella sua vita. La sorpresa è notevole, anche se vi è almeno un paio di fondamentali analogie che li fanno intendere come realizzati (più che non dalla stessa mano) dalla medesima mente: l'assenza di figure e, importantissimo ancora, la luce (che non viene dal cielo, quasi sempre assente, o nero; raramente, nelle ultime opere plumbeo, o bistro. Potrebbe decifrarsi "paura" della luce, controllata e dominata soltanto quando artificiale o indiretta. Ma la luce è verità, e questa pittura, irreale e metafisica, no).
Ripartiamo da un sillogismo imperfetto, per un'ipotesi di interpretazione psicologica. Se può essere la nostalgia il sogno del passato, l'illusione può ben definirsi quello del futuro. Ecco l'analogia fra i due linguaggi assolutamente differenti di Paola Risoli artista: l'assoluta distanza dalla rappresentazione della realtà, anzi, dell'autenticità. È il rifugio nell'artificio che la attrae, ed in questa dimensione lei si arrocca, facendosi scudo di barriere vischiose che fermano l'indagine dell'osservatore, che (credo sia la compiutezza della vecchia ma non trapassata formula crociana, il rapporto tra forma e significato) guarda l'opera e la riferisce a sé stesso, ai suoi intendimenti, escludendo a priori quelli dell'artista; chiedendosi più "come l'ha fatto" che non "perché l'ha fatto".
I paesaggi di Paola sono luoghi, spazi che conosciamo come "quel" luogo definito: prati e giardini, parchi e colline, fissati in un verde acido, artificiale, costruito con lenti e pazienti passaggi di colore successivi. A cavallo fra cosa vista ed astrazione. Con simmetrie costanti e ripetute, come a costruire la facciata di un tempio, o il frontespizio di un libro. Gli alberi sempre maestosi, colonne a sorreggere l'impianto scenografico. Le chiome gonfie, aeree, a larghissima tesa, surrogato di nuvole, artificio di volte protettrici. I prati immensi ed infiniti, con gli effetti delle ombre prolungate del tramonto. È definito uno spazio, un luogo; è la messinscena di una situazione poetica. Che il rosso all'improvviso fa deflagrare. Un tetto, un geranio, un vaso, un ortaggio. Immensi, roboanti, ossessivi. Come un incubo. Un grido nel bel mezzo della quiete immaginaria del sonno obliterante. Un urlo che tuttavia il verdigiallo dell'orizzonte assorbe ed integra in una pacata uniforme sensazione di quiete ritrovata, di equilibrio riconquistato, di voluttà esaudita.

Gianfranco Schialvino, 9 novembre 2006.
(La nuova gazzetta di Saluzzo)


* Gazoldo degli Ippoliti (MN) - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Gazoldo degli Ippoliti. V Biennale Postumia Giovani, "Camerae Pictae". Fino al 19 novembre.
* Verbania -Villa Giulia. Biennale d'Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte, dal 21 ottobre al 21 novembre.
* Milano Maria Cilena Gallery dal 14 novembre al 21 dicembre

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