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INTERVENTI CRITICI 2007 - 2016
I LIKE TO BE, WITH YOU

Tubi di gomma usati, assemblati per formare figure, parole, profili flessibili, fuggono colorati sopra le teste dei passeggeri e dei frequentatori dello spazio pubblico del Movicentro di Ivrea, animando le silhouette di identità delicate, rigenerate dalla magia dell'arte che corre fluida dentro i condotti inondati da nuova linfa e vitalità. Il luogo del meeting per assistere a questo particolare spettacolo di movimento dinamico, concertato e ideato da Paola Risoli, si articola intorno all'autostazione e alla stazione dei treni, disponendosi lungo l'interno dell'edificio di collegamento pedonale che unisce le due parti della città separate dalla linea ferroviaria. Un'area divenuta oggi - grazie alla cooperativa sociale ZAC! Zone Attive di Cittadinanza - luogo significativo della vita eporediese, territorio di incontro interculturale di persone provenienti da luoghi diversi del Canavese ma anche da Paesi diversi appartenenti a regioni del mondo extra europeo.

Il lavoro installativo è il risultato di un assemblaggio collettivo di elementi recuperati e restituiti in forme simili a quella di una scrittura impiegata per la stesura di una comunicazione site specific fondata sulla condivisione.

Il processo artistico avviato intorno all'opera CAMBIA MENTI, è determinato dall'insieme delle azioni, delle espressioni, delle connessioni attivate per sciogliere le tensioni e portare soluzioni reali rispetto a comportamenti problematici comuni, finalizzando la prassi artistica al raggiungimento di un equilibrio condiviso, di cui l'opera d'arte è la sintesi finale, stazione di arrivo e luogo metafisico approntato per una nuova partenza.

L'artefatto - fatto ad arte - rappresenta quindi il documento di intercettazione di un momento sinergico in cui l'artista identifica un frattale del complesso intreccio sociale, dove convergono le linee di sviluppo spirituale, culturale e di benessere, organizzate all'interno del tessuto comunitario, e lo presenta in una forma espressiva perfezionata dal linguaggio poetico, capace di combinare le restrizioni della materia con le alte aspirazioni e gli ideali dei principi etici.

In questo senso l'installazione CAMBIA MENTI, progettata dall'artista Paola Risoli e realizzata grazie al lavoro di gruppo di persone con disagio legato alla dipendenza da alcol e sostanze psicoattive, laboratorio espressivo impostato dal progetto Domiciliarità A casa tua dell'Associazione Mastropietro & C. con l'ASL TO4, può essere considerata come un paradigma possibile per ripensare al rapporto tra individuo e società.

La coesione tra gli esseri umani è originata dai momenti d'incontro in cui gli interessi personali dei singoli e le esigenze civili favoriscono l'adozione di obiettivi comuni, da raggiungere attraverso l'istituzione di una cultura della solidarietà, fil rouge indispensabile per completare l'opera di umanizzazione.

Hanno un'età compresa tra 23 ai 60 anni i componenti di questo laboratorio, in cui ciascuno ha condiviso il proprio bagaglio di esperienze di vita nella pratica partecipativa, imparando a svolgere un compito attivo che lo vede protagonista di questo esercizio terapeutico di arte democratica e centro delle pratiche di trasformazione agite per migliorare le condizioni dell'esistenza.

CAMBIA MENTI, è anche una storia di trasformazione, raccontata nel video CAMBIA MENTI work in progress, girato durante le fasi di lavorazione. Un documento che testimonia una raggiunta consapevolezza collettiva e individuale, maturata lungo il cammino che ha portato alla realizzazione dell'opera, valorizzata dalla presenza della comunità che ha lavorato con l'artista in un contesto non solo fisico ma anche concettuale, dove emerge sempre di più il ruolo di responsabilità sociale che oggi l'arte contemporanea è chiamata ad assumersi, attraverso il messaggio etico di cui essa si fa portatrice nei confronti dell'umanità.

L'opera d'arte è un work in progress che accompagna la vita delle persone che vivono in un determinato momento storico, ed è funzionale alle loro esigenze; per questo il concetto di bellezza è sempre relativo all'epoca in cui esso viene formulato. Questa astrazione di principi, anche se può sembrare strano, può esprimersi anche con tubi di gomma rigenerati, se di fatto sono stati modellati per informare che il valore dell'ex-etica nasce dall'estensione dell'etica, e che questa dilatazione poetica è una licenza che organizza una nuova piattaforma progettata per l'incontro interpersonale, dove ognuno può riconoscere l'altro valorizzandone le differenze, che sono i veri pilastri della cultura, della democrazia e della conoscenza.

Fortunato D'Amico (aprile 2016))

La Stampa
Il Giornale delle Fondazioni
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